Si è svolta a Roma, il 16 marzo 2025, l’8° edizione di IO VINO, l’evento dedicato ai vitigni autoctoni di Marche e Campania. Nelle sale del Courtyard by Marriott Roma Central Park, diversi produttori hanno raccontato i loro prodotti trasmettendo la passione che è alle base del loro lavoro.
Innanzitutto, Ferrante Di Somma, titolare delle Cantine Di Marzo, ha raccontato l’appassionante storia della propria azienda che nasce qualche secolo fa quando il capostipite della famiglia nel 1647 si rifugiò a Tufo per sfuggire alla peste, e che risulta essere la cantina più antica della Campania.
Il primo assaggio è stato per 1930 uno spumante metodo classico di Greco di Tufo Millesimato Brut Nature. Dedicato all’ anno di nascita del padre dell’attuale titolare, è uno spumante ottenuto da fermentazione in acciaio, affinamento su fecce per 9 mesi, rifermentazione e affinamento in bottiglia per 18 mesi. E’ uno spumante elegante con la tipica sapidità del Greco di Tufo e dal sorso intenso e persistente.
Tra i prodotti di punta della cantina attirano l’attenzione i ben 3 Cru di Greco di Tufo DOGC: Vigna Serrone, Vigna Laure ed Vigna Ortale, quest’ultimo disponibile per l’assaggio.
Il Vigna Ortale (Greco di Tufo DOGC Riserva 2022) fermenta in acciaio, riposa sulle fecce per 9 mesi e infine, prima dell’imbottigliamento, viene leggermente filtrato e fatto riposare un anno. E’ un vino caratterizzato dal terreno a prevalenza di carbonati di calcio e che quindi in bocca è ampio e molto minerale ma con tanta morbidezza.
Passando dalla Campania alle Marche, un’altra cantina particolarmente interessante è quella di Santa Barbara. Un vigneto distribuito su 45 ettari di terreno argilloso a 25 km dal mare adriatico dove l’eccentrico proprietario Stefano Antonucci ha sperimentato tutte le declinazioni possibili del verdicchio esaltando col la vinificazione le caratteristiche di ogni zona di coltivazione.
Tra i vari assaggi si distingue un interessante esperimento: Stefano Antonucci (2022). Non a caso ha il nome stesso del titolare che ha creato un piccolo capolavoro facendo fare al verdicchio un affinamento in barrique per un 1 anno sulle fecce fini in modo da dargli maggiore struttura, senza però avere una prevalenza di legno in bocca.
Anche il Tardivo Ma Non tardo (Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG 2021) denota un coraggioso e innovativo approccio alla vinificazione. In questo caso il verdicchio raggiunge i 14.5 gradi con una vendemmia tardiva e un mese di fermentazione e affinamento in acciaio sulle fecce fini per esaltarne i sapori che più lo caratterizzano.
Infine, una nota a parte per il vincitore di IO VINO 2025 categoria Asprinio: la cantina Novantesima Grotta di Cesario e Mirella Frippa con Corba Antica Asprinio (2023). I vitigni con una storia lunga più di 200 anni si trovano in un territorio fortemente caratterizzato dalla presenza di grotte in pietra tufacea che in passato erano utilizzate per la conservazione del vino ed anche come mura protettive durante la guerra.
C’è un grande lavoro dietro questo premio: la coltivazione della vite maritata al pioppo significa sfidare le altezze delle alberate per raccogliere l’uva che darà vita all’ottimo Asprinio, ma anche preservare una coltivazione che è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale della Campania. La vendemmia avviene con lunghe scale dette “scalillo” e protagonista della raccolta dell’uva asprinio è una “corba”, ovvero un cesto, in castagno con la punta a cuspide detto dalla popolazione del posto “fescina”; il vignaiolo che si arrampica sul Vitigno pone i grappoli d’uva nella corba ed una volta piena la fa scivolare giù attraverso delle corde saliscendi: una vendemmia eroica.
Corba Antica è un vino bianco fermo ricavato dall’uva asprinio da viti maritate. Si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi leggermente verdi. All’olfatto esprime le caratteristiche tipiche dell’Asprinio, un bianco fresco con note erbacee. Al gusto risulta secco, fresco, molto sapido, con spiccata acidità, con note agrumate, e leggermente mandorlate. Un ottimo equilibrio di sapori che dona eleganza e persistenza in bocca.
Angela Bitetto